"La giustizia in Messico perseguita i poveri"
Il presente articolo é stato pubblicato nel sito di Global Project, il 20 dicembre 2007
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A 10 anni dalla strage di Acteal, abbiamo conversato con Pablo Romo, attualmente membro di SERAPAZ, ma all’epoca dei fatti, Direttore del Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de las Casas. Con lui abbiamo raccolto alcune considerazioni: la costruzione di un contesto di guerra di bassa intensitá che ha favorito la strage – un contesto forse non lontano da quel che oggi accade in Chiapas; l’impunitá che circonda gli autori materiali; la necessitá di una veritá storica che garantisca giustizia.
La strage di Acteal, dice Pablo, non ha fermato la macchina militare, ma piuttosto ha segnato l’inizio di una chiara intensificazione della strategia contra insurgente applicata dal governo messicano. 18 detenuti per la strage, tutti indigeni. Gli autori intellettuali, impuniti. Quel che manca, spiega Pablo Romo, é un processo collettivo e nazionale attraverso il quale rendere giustizia.
[audio in spagnolo]
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